Venerdì, 09 Novembre 2018 18:21

La Comunità dell’Isolotto rievoca i cinquanta anni della sua storia

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Sabato 27 ottobre 2018, la Comunità dell’Isolotto ha organizzato un incontro dal titolo emblematico: “1968-2018 eppure il vento soffia ancora”. 

Resoconto di un cinquantenario non rituale

La Comunità dell’Isolotto rievoca i cinquanta anni della sua storia

Sabato 27 ottobre 2018, la Comunità dell’Isolotto ha organizzato un incontro dal titolo emblematico: “1968-2018 eppure il vento soffia ancora”. Già dal titolo l’appuntamento presso la Comunità fiorentina si configurava non come un nostalgico amarcord o l’ennesima celebrazione del Sessantotto. Ma come, nello stile della Comunità, un rendiconto che voleva essere al tempo stesso una analisi e una riflessione su cinquanta anni della propria storia.

Una storia non propriamente domestica e particolare, ma che si è intrecciata con le vicende non solo della pur vivace Chiesa fiorentina in lotta perenne con la gerarchia, ma con il vento forte della ricerca di un nuovo sentire e praticare la religione sia a livello nazionale che internazionale. Non è un caso infatti che il primo studio approfondito seppur quasi istantaneo sul “fenomeno Isolotto” si deve al francese Jacques Servien (pseudonimo di Philippe Renard, studioso e giornalista, docente presso il titolato Istituto francese di Piazza Ognissanti di Firenze e corrispondente di Le Monde). Il libro si intitolava “L’experience chretienne de l’Isolotto” ed uscì nel 1969 per i tipi delle Editions du Seuil. La Comunità lo ha ristampato per l’occasione e la mattinata di sabato 27 ottobre si è aperta proprio con la presentazione del libro fatta da Anna Scattigno. La quale ha rilevato la profonda conoscenza e straordinario acume dello studioso. Una conoscenza che includeva non solo la realtà dell’Isolotto ma tutto il fervido mondo religioso fiorentino del momento: da don Lorenzo Milani a padre Balducci, da don Luigi Rosadoni a padre Giovanni Vannucci, da don Giuseppe Socci, prete contadino a don Bruno Borghi, operaio prete come amava definirsi.

Alla presentazione del libro è seguita una tavola rotonda con Valerio Gigante di Adista (coordinatore della discussione), con Pietro Giovannoni (ha ricordato la stagione lapiriana: premessa e al tempo stesso interlocutrice di quei fermenti), con Sergio Tanzarella (ha testimoniato come quella dell’Isolotto sia stata una onda lunga che lo ha coinvolto personalmente e che tuttora continua a dare frutti) e infine con Alessandro Santagata (ha offerto una riflessione sulla “memoria” del Sessantotto analizzando e contestualizzando le celebrazioni fatte decennio per decennio).

Ne è seguita una discussione partecipata e intensa alla quale hanno contribuito i membri della Comunità e i tanti ospiti provenienti dalle diverse esperienze di cui si sostenta ancora oggi la ricerca di una religiosità autentica e non superficiale.

 

Giuseppe Picone

 

La copertina del volume di Jacques Servien

I relatori

Il pubblico

Il prof. Nesti durante la discussione

 

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