Domenica, 27 Maggio 2012 12:31

Il rispetto della vita umana alla luce dell’Ascensione

Scritto da  Gerardo

Da Domenico Pizzuti riceviamo una riflessione possibile (laica) sull'umanità innalzata in cielo ed in terra alla luce dell'Ascensione.
Buona lettura!






Domenica mattina, festa dell’Ascensione, un’anziana signora in una chiesa dei Colli Aminei prima della celebrazione mi stringe rispettosamente la mano esclamando «Riverisco, padre», per l’idea della sacralità sacerdote anche se è un mascalzone. Ringraziando, faccio presente che ogni umano è degno di rispetto con il consenso dei presenti. Successivamente, faccio presente che la preghiera della Messa fa riferimento alla nostra umanità che è innalzata al cielo di un’altra vita ed invita a rispettare l’integrità corporale di ogni vita umana, che non può essere violentata, stuprata o torturata, uomo o donna che sia, bianco o nero, carcerato o libero, innocente o colpevole, palestinese o israeliano e così via, strumentalizzata per fini politici o religiosi in stragi che colpiscono innocenti.

Il riferimento è all’orrore per la giovane vita di Melissa Bassi vittima di un brutale disegno stragista, alle vittime delle lotte di camorra anche nell’esultanza per la vittoria del Napoli nella coppa Italia, al giovane rom che dalla vita impossibile del campo Ponte Riccio di Giugliano – documentata su Repubblica Napoli, giovedì 10 maggio 2012, pp. I e VIII – fuoriesce per compiere una rapina che gli costa la vita. Nella fortunata trasmissione di Fazio-Saviano su Canale 7, a sua volta, la simpatica e senza peli sulla lingua Littizzetto tra un lazzo ed un altro sull’amore faceva presente che se una donna viene picchiata dal marito o compagno, certo non è amore. Vita umana sacra da rispettare e preservare a ogni età, riconoscendo diritti in alienabili anche dello straniero o ramingo.

Un corollario di questa difesa della vita umana è che le stesse religioni non sono legittimate a usare la violenza per i loro fini. Di fronte ai conflitti del XXI secolo, e in particolare a quelli religiosi che attirano l’opinione pubblica mondiale, il noto sociologo tedesco U. Beck. in un brillante recente studio dal titolo “Il Dio personale” si fa carico di illustrare cinque modelli di incivilimento dei conflitti religiosi mondiali, e propone in conclusione la sostituzione da parte delle religioni della ricerca ed affermazione della verità con quella della pace. Riconoscendo in tal modo la religione come agente di modernizzazione nella società globale del rischio, perché i contenuti della religione sono una realtà e una forza relativamente autonome che includono modi di vedere gli altri e capaci di scuotere il mondo. «La religione è globalizzazione, può e dovrebbe diventare da oggetto e vittima del disincanto protagonista di una modernizzazione riflessiva nella società globale del rischio» (84). Solo quando, a dire del sociologo tedesco, le religioni dei vari “Dei unici” si impegneranno a fondo per incivilire se stesse e cesseranno di evocare la violenza come mezzo di missione, il mondo avrà un’opportunità, una speranza da non smentire.

Queste diverse voci convergono sulla sacralità della vita umana e su un agire religioso che apra strade di pace, perché quando l’affermazione della verità religiosa diventa fondamentalismo intransigente può essere fomite di violenza corporale e mentale che reprime la nativa e responsabile libertà umana che ci è stata data.


Napoli, maggio 2012


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