Venerdì, 02 Aprile 2010 14:30

XVII Summer School. Un'anteprima

Scritto da  Gerardo

Sono in stato di avanzata preparazione i lavori in vista della prossima XVII Summer School.
Nel frattempo sono stati allertati gli amici messicani affinché comunichino i loro apporti. La comunicazione di Pino Lucà Trombetta, che segue, arriva puntuale anche per meglio chiarire il tipo di intervento dei giovani sociologi e per stimolare la messa in moto di ricerche in atto nelle diverse facoltà italiane.
Il suo consiglio viene qui accolto e ritrasmesso immediatamente, nella speranza che venga raccolto.



Nel frattempo, fra le comunicazioni, sono in corso vari contatti. Fra questi quello con il prof. Zolo. Vorrei informare che nel frattempo abbiamo rivolto inviti a illustri studiosi e personalità che però non si sono resi disponibili. Fra questi, Zagebrelski, V. Mancuso, G. Colombo, Caselli, A. Prosperi, A. Camilleri.
La lista si ferma qui ma solo per non farla troppo lunga.

Veniamo dunque alle considerazioni di Pino Lucà Trombetta.



Caro Arnaldo,

ritengo che fosse più efficace il titolo che avevamo stabilito nella riunione di Firenze a gennaio: Etica pubblica e religioni.
Sia perché pone al centro il tema "religion" della Summer School, sia perché rinvia esplicitamente al ruolo ambiguo delle religioni nelle democrazie contemporanee - non solo in Italia - e ai fondamenti possibili della pubblica moralità (penso in particolare alla recente produzione di
Zagrebelsky).
Inoltre, manca - o forse non sono riuscito a trovarlo - un testo di presentazione che argomenti la tematica della “summer” 2010.

Penso che bisognerebbe fare uno sforzo ulteriore di messa a fuoco, individuando anche temi connessi su cui possano intervenire i giovani dell'AIS.
Parlandone con Giordan, si era pensato a: "etica pubblica e religioni nei vissuti personali": come persone di diversa appartenenza religiosa si rapportano alla sfera della moralità e della democrazia. Anche questo andrebbe argomentato e trasformato in una specie di call for papers (gestito
da Giordan e Pace).

Infine, mi sembra un po' scarso il contributo socio-antropologico.

Molti degli interventi previsti possono andar bene anche se, in assenza di un chiaro fuoco tematico, possono apparire disorganici. Gli stessi autori potrebbero meglio indirizzare i loro interventi di fronte a una proposta più esplicita.

Un caro saluto

Pino
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