Redazione

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Il decimo aforisma è una dolente constatazione di Eduardo Galeano.

Il nono aforisma è un motto yiddish, dal gusto paradossale, costruito intorno all'idea della bellezza che il lavoro procura nella vita.

Mercoledì, 31 Luglio 2019 21:32

Anticipazione sul n. 94 di Religioni e Società

Con il titolo «Dilemmi del cattolicesimo convenzionale in Italia» sta per uscire il n. 94 di “Religioni e Società”, la rivista quadrimestrale di scienze sociali della religione edita da Fabrizio Serra (Pisa - Roma). Il numero, di cui intanto forniamo il sommario, è decisamente interessante per i temi affrontanti e per la presenza di contributi di rilievo a partire da quelli di Renato Moro e di Daniele Menozzi.

L'ottavo aforisma è una stretta e incalzante successione di interrogativi con risposta su che cos'è il lavoro, tratta dalla Bhaghavad Gita.

Il settimo aforisma è un pensiero di Max Weber sulla costrizione del singolo a vivere in un cosmo come tale "non mutabile": l'ordinamento capitalistico.

Il sesto aforisma è una riflessione di Simone Weil sulla vita in fabbrica in rapporto alla vita sociale.

Il quinto aforisma è in realtà lo stralcio di un testo di Papa Francesco, dall'Evangelium gaudium, sul tema dello sfruttamento degli esseri umani, della cultura del consumo "usa e getta", dell'esclusione.

Il quarto aforisma è uno slogan del Sessantotto: meno lavoro, lavoro per tutti.

Il terzo aforisma è di Indira Gandhi: il lavoro degli uomini, il lavoro delle donne.

Il secondo aforisma è di Gore Vidal: prosperità, lavoro a basso costo, xenofobia, immigranti.

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