Giovedì, 27 Gennaio 2011 01:34

Notizie dall'Amazzonia - 2

Scritto da  Gerardo

Trasmettiamo una nuova pagina del diario dell'Amazzonia.
Un battello che attraverso la penna del cronista regala tante sensazioni, con un bell'intreccio di vite e vicende, con attenzione ai dintorni.
Buona lettura!



Sul battello della Associazione alla fine saremo dodici, come gli apostoli. Io, Fintan, l'irlandese, Pedro,un ragazzo danese, che troviamo già sul battello, avanguardia di un nutrito gruppo proveniente dalla Danimarca, per lo più biologi, i quali ci raggiungono a notte fonda, un attimo prima di partire. Siamo accuditi amorevolmente da un piccolo drappello del popolo di Xixuau: Eligno che già conosciamo con moglie e figlia, la cuoca, il capitano e altri due baldi giovani, pronti a fare tutto: aiutarci a sistemare le amache al piano alto, spostare le valigie, preparare una buona caipirinha, utile per sciogliere la lingua e ammazzare il tempo. Gli abitanti di Xixuau (un centinaio di persone) non sono indigeni, come erroneamente avevo creduto, bensì caboclo, vale a dire discendenti da incroci fra bianchi e indigeni. Oggi per caboclo si intende generalmente popolazione povera abitante le zone rurali e più periferiche del Brasile. Ma avremo modo di conoscere meglio gli abitanti di Xixuau.
Il battello può contenere oltre venti persone. È seminuovo ed appartiene alla Associazione Amazzonia. Ma come vedremo è a disposizione di tutta la comunità. Si chiama CERTEZA. Nomen loquens quanti altri mai! Fa venire in mente altri nomi di battelli, di baleniere (dominate dal demone di Capitan Achab), di motociclette (la Poderosa del Che), di astronavi (l'Intrepidus di 2001). Ma anche di mezzi più piccoli e più datati, ma amatissimi:
"Guido i' vorrei che tu, Lapo ed io / fossimo presi per incantamento / e messi in un vasel (ecco la mia Certeza!) che ad ogni vento / per mare andasse a piacer vostro e mio". Versi sublimi. Ottimo viatico per ogni viaggio. E scusatemi se ho importunato Dante per iniziare a narrare questa mia personale e felice odissea.
Dunque Certeza si è mossa. Ogni tanto viene qualche goccia di acqua. Non è il caso di lamentarsi. Siamo in Amazzonia. E l'acqua la fa da padrona. Sotto e sopra di noi. Siamo sul Rio Negro. Sul lato destro continua la teoria di casupole della Favela. Sulla sinistra acqua e ancora acqua per qualche chilometro. Si intravede appena l'altra sponda. È notte fonda. Le nuvole nascondono il cielo sfavillante dell'Equatore. Ma ci sarà modo di vederlo in tutto il suo splendore e di commuoversi. Ad un tratto sopra di noi un ponte immenso, grandioso. Si tratta del nuovo ponte sul Rio Negro che unisce le due sponde sulle quali si distende Manaus. La notte passa tra una chiacchierata e una dormita. Il giorno dopo ci fermiamo a Nova Airò. Imbarchiamo Cathleen, la giovane figlia di Chris Clark, il grande capo. Quindi lasciamo lo stato di Amazonas e entriamo in quello del Roraima. Lasciamo il Rio Negro e entriamo nel Rio Jauaperi. È passata una seconda notte. E dopo circa trenta ore di battello giungiamo al piccolo promontorio sul quale poggiano le case di legno di Xixuau, come fossero delicate uova adagiate sul nido di un grande uccello.


Giuseppe Picone
Xixuau, 24 gennaio 2011
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