Giovedì, 30 Gennaio 2014 00:29

I titoli onorifici nella Chiesa vanno tutti aboliti

Scritto da  Gerardo

Con grande convinzione, ci associamo alla denuncia del Movimento per la società di giustizia e per la speranza, che è intervenuto su papa Bergoglio e i titoli onorifici in auge nella Chiesa, e ora chiede il nostro aiuto nell'invio e nella diffusione. Il documento può anche essere fatto proprio e modificato.
Nel seguito, il testo e gli indirizzi a cui inviare la missiva.




Indirizzi
Vescovo di Roma, Jorge Mario Bergoglio, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Arciv. Pietro Parolin, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Card. Angelo Bagnasco, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


I titoli onorifici nella Chiesa vanno tutti aboliti

Al Vescovo di Roma, Jorge Mario Bergoglio
al Segretario di Stato Pietro Parolin
al Card. Angelo Bagnasco


Leggiamo nella stampa che il Vescovo Bergoglio ha abolito il titolo di Monsignore, sia pur senza valore retroattivo; quelli che l’hanno lo conservano.

E però ci stupisce alquanto che ciò valga solo fino ai 65 anni;
al di là di questa età il titolo resta in vigore.come Cappellano di Sua Santità; che poi era – dopo la Riforma di papa Montini, che aveva ridotto i gradi del monsignorato da 14 a 3 – il primo grado dello stesso titolo di Monsignore.

E restano in vigore gli appellativi di Eccellenza per i vescovi, di Eminenza per i cardinali, di Santità per il papa.
Quest’ultimo quasi blasfemo perché l’appellativo di Santità, la sostantivizzazione, sembra possibile solo in riferimento a Dio.
Gli altri sono vecchio ciarpame aristocratico in una Chiesa che per lungo tempo ha identificato le sue maggiori cariche con l’aristocrazia – per millenni la classe dominante che sfruttava e opprimeva il popolo, e che da due secoli è caduta (la famosa rinunzia nella notte del 4 agosto 1789 nella Rivoluzione Francese).

La proposta di rinunzia a questi titoli si presenta già nel Vaticano II, nel famoso Schema XIV
cui centinaia di vescovi aderirono, e che chiede di evitare «nomi e titoli che esprimono concetti di grandezza e di potenza, come eminenza, eccellenza, monsignore»; e ritorna in altre occasioni, come nel Sinodo dei vescovi del 2001. Ma la maggioranza resiste e non se ne fa nulla.

Quanto al dettato evangelico, che per la Chiesa dev’essere norma, vi compare un solo titolo, quello di Fratello; poiché quello di Signore è riservato al Cristo; e quello di Padre al solo Padre celeste. V’è in proposito il passo di Matteo 23, 8-9, «Voi non fatevi chiamare maestro: uno è infatti il vostro maestro, mentre voi tutti siete fratelli. E non chiamate alcuno di voi padre sulla terra: uno è infatti il padre vostro, quello celeste».
Quanto alle onorificenze, vale anche qui il principio evangelico: «Quando avrete fatto tutto ciò che vi è stato comandato, dite: Siamo servi inutili, abbiamo solo fatto ciò che dovevamo fare» (Luca 17, 10).

Si spera che la Chiesa voglia riprendere a seguire il Vangelo,
dopo tanto oblio e tanta alienazione.
Lecce, gennaio 2014


Per il Movimento il Responsabile
Prof Arrigo Colombo

Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università del Salento-Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo./
Web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia

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