Venerdì, 28 Marzo 2014 22:51

Uno straniero... in casa di estranei

Scritto da  Gerardo

Da Luigi De Paoli riceviamo una storiella che riguarda tutti noi, bambini compresi.
Buona lettura!





Uno straniero... in casa di estranei


Alcuni anni dopo la mia nascita mio padre conobbe uno straniero, giunto da poco nel nostro paese.
Sin dall’inizio mio padre rimase stregato da questo personaggio affascinante e lo invitò a vivere con la nostra famiglia. Lo straniero accettò e da allora è rimasto con noi.
Mentre crescevo, non ho mai chiesto che posto avesse nella nostra famiglia, dato che nella mia giovane mente occupava un posto speciale.
I miei genitori erano istruttori complementari: mia madre mi insegnò cosa fosse buono e cosa cattivo, mio padre mi insegnò ad obbedire. La cosa strana era il nostro affabulatore, che ci teneva stregati per ore, con avventure, misteri e commedie. Aveva sempre la risposta per qualunque cosa volessimo sapere di politica, storia o scienze. Conosceva tutto il passato e il presente e poteva perfino predire il futuro!
Condusse la mia famiglia alla prima partita di calcio. Ci faceva ridere e anche piangere. Lo straniero non smetteva mai di parlare, ma a mio padre non importava!
A volte mia madre si svegliava presto e in silenzio, mentre il resto della famiglia era attento ad ascoltare quanto avesse da dirci. Lei se ne andava in cucina per godere di un po’ di tranquillità. Adesso mi chiedo se qualche volta non abbia pregato affinché l’estraneo se ne andasse.
Mio padre ha impostato il nostro menage familiare con certe regole e convinzioni morali, però l’estraneo non si è mai preoccupato di morale. Per esempio le parolacce e le bestemmie non erano permesse nella nostra casa. Né per noi, né per i nostri amici, né a chiunque ci facesse visita. Pur tuttavia il nostro ospite di lungo tempo, poteva senza problemi usare un linguaggio inappropriato che a volte bruciava le mie orecchie e faceva arrossire mia madre.
Mio padre non ci ha mai permesso di bere alcool. L’estraneo però ci stimolava a provarlo e a farlo regolarmente. Fece anche in modo che le sigarette sembrassero fresche e inoffensive, che i sigari e la pipa apparissero diversi. Parlava liberamente, chissà troppo sul sesso. I suoi commenti erano a volte evidenti, altre volte suggestivi, ma regolarmente vergognosi.
Adesso mi rendo conto che i miei concetti sulle relazioni siano stati influenzati fortemente durante la mia adolescenza dall’estraneo. Ripetute volte lo criticavano, ma mai ha fatto caso ai valori dei miei genitori, nonostante tutto è rimasto nella nostra casa.
Sono trascorsi più di 50 anni da che lo straniero si è trasferito nella nostra famiglia, ma da allora è cambiato molto, non è più così affascinante come allora. Ciò nonostante se si potesse entrare nell’alcova dei miei genitori lo incontrereste ancora seduto nell’angolo aspettando che qualcuno voglia ancora ascoltare le sue conversazioni o dedicargli il tempo libero per fargli compagnia.
Noi, quello "straniero" lo chiamiamo Televisore!
Adesso ha una moglie che si chiama computer e un figlio che si chiama cellulare, con l’aggravante che il nipoti sembrano essere i peggiori di tutti: si chiamano smart phone e tablet! Da quando questi stranieri sono entrati in famiglia, noi stiamo diventando degli… estranei.

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