Mercoledì, 29 Aprile 2020 00:51

Ezio Albrile. L’enigma della Chiesa dei Magi

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È uscito l'ultimo volume di Ezio Albrile, dal titolo «L’enigma della Chiesa dei Magi. Sant’Eustorgio e la Trinità malefica», per l'editore Writeup Site. Trasmettiamo un'intervista all'autore, a cura di Umberto Bertolin, unitamente al testo della quarta di copertina e al frontespizio dell'opera.

 

 

Intervista a Ezio Albrile raccolta da Umberto Bertolin

- D: Ciao, noi ci conosciamo da un po’ di tempo: ho letto parte della tua produzione scritta, e da quanto ho potuto capire sei un personaggio un po’ eclettico, dal momento che passi da studi molto impegnati sullo gnosticismo e sulle religioni misteriche, a romanzi scritti sulla soglia del delirio, che ricordano le visioni di certi pazienti… Ora te ne esci con un nuovo libro su una chiesa di Milano e la “Trinità diabolica”, per giunta in piena pandemia. Cos’è? Una provocazione?
- R: No, il libro è stato scritto prima, quasi un anno fa. In realtà raccoglie tematiche a me care come le tradizioni sui Magi iranici e lo gnosticismo, accolte nella chiesa milanese di Sant’Eustorgio. Un tempio cristiano che visitai qualche anno fa e che m’impressionò moltissimo…
- D: Tu parli spesso, quasi ossessivamente, di gnosticismo… Io conosco lo gnosticismo da un autore che mi è molto caro, Miguel Serrano. Secondo Serrano il pensiero gnostico è decisivo ed emerge nei momenti di transizione, nei momenti limite della società. Tu cosa ne pensi?
- R: Certo, è vero, lo gnosticismo contesta il creatore di questo mondo, si ribella ai poteri che mantengono in vita questa realtà, quelli che nei testi gnostici sono chiamati “Arconti” e proclama un assunto quanto mai attuale “Il vero Dio non esiste”. Non esiste perché non ha a che fare con questa realtà infernale, come diceva lo gnostico Basilide…
- D: Quindi il fatto che per ragioni epidemiologiche si sia deciso di chiudere le chiese, non ti stupisce più di tanto; o perlomeno non dovrebbe stupire chi ha accolto il verbo gnostico…
- R: In verità quella delle chiese chiuse e dei funerali vietati è una cosa che non si è mai vista nella storia dell’uomo, sin dai tempi delle sepolture paleolitiche… Nel caso del mio ultimo libro, la chiesa diventa lo spazio sacrale in cui le due polarità che fondano l’identità del cosmo si affrontano e a loro modo si combattono. D’altronde, se leggi gli storici delle religioni, il tempio è da sempre il luogo di una “epifania” del sacro, che sia benefica o malefica. Ma forse chi ha emanato l’editto di chiusura dei templi s’è dimenticato che l’uomo è anche (e soprattutto) un “animale religioso”…
- D: Un’ultima cosa: credi che le cose che scrivi possano servire? Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo si tratta solo di esercizi retorici, certo di livello elevato, ma sempre retorica…
- R: È il problema che hanno tutti quelli che scrivono (anche sui muri): non voglio certamente convincere nessuno, solo tentare di ricostruire una trafila culturale, una “tradizione” – scusa se uso questo termine altisonante e che a me piace poco – nel senso che bisognerebbe far capire, a chi è in grado di recepire il messaggio, che tutto ciò che crediamo sia “reale” in concreto è una pantomima inscenata in un teatrino chiamato “creazione”…

Umberto Bertolin è un mediatore culturale che lavora da anni nei servizi sociali e si occupa dei rapporti interattivi tra potere, ideologia e religioni.

 

 

Dalla quarta di copertina:

Ezio Albrile è uno storico e antropologo delle religioni che si è occupato in particolare dei rapporti interattivi fra cultura ellenistica e religioni dell’Iran antico (preislamico). Numerosi sono i suoi contributi riguardanti le differenti espressioni del dualismo antico (orfismo, gnosticismo ecc.). Ha dedicato numerosi lavori alle interazioni tra mondo orientale e fenomeni «misterici» come lo gnosticismo e l’ermetismo. Ha curato e tradotto diverse opere tra cui il De radiis, di al- Kindī (1994) e il Commentario di Olimpiodoro all’alchimista Zosimo (2008), e pubblicato numerose opere di saggistica, tra cui La tentazione gnostica (1995), Ermete e la stirpe dei draghi (2010), I Magi estatici (2014), L’illusione infinita. Vie gnostiche di salvezza (2017), Un Karma Occidentale? (2017), Almandal. Trattato ermetico di magia salomonica, in coll. con E. Tortelli (2018), Il labirinto di Ermete (2018), Sogni d’immortalità. Gnosticismo e alchimia (2019), Misteri gnostici. Alle origini dei dualismi occidentali (2020).

La basilica romanica di Sant’Eustorgio a Milano conserva nel proprio spazio sacrale tesori e segreti. Lì troviamo il sepolcro dei Magi evangelici, oggi praticamente vuoto poiché le reliquie vennero trafugate dal cancelliere imperiale del Barbarossa e portate nel Duomo di Colonia, dove tuttora sono custodite. Ancora, tra i suoi misteri, c’imbattiamo in una figurazione sinistra, un dipinto che ritrae la Madonna con corna luciferine; una maternità diabolica le cui vicende sono legate all’eresia catara, un’antica forma di dualismo medievale.

Il dipinto mette in scena una sorta di «trinità diabolica» di cui parlano lontani rituali gnostici, nei quali il neofita è tratto simbolicamente dalla morte alla vita, dall’oblio alla resurrezione. Chi fruisce del rito diventa inattaccabile a ogni potenza che non sia quella divina, e grazie a tre nomi si libera della trinità malefica. Un rito che ha il potere di dissolvere la magia, di dominare l’istante, di difenderci dalla paura della morte, perché come le fiabe lette da bambini ci familiarizza con essa.

Una tradizione inquietante, che trae la sua realtà da remoti esorcismi di Magi e Caldei di Babilonia.

 

 

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