Il post-teismo di un cristiano laico
Intervista di Giordano Cavallari ad Andrea Banchi
Nota su Andrea Banchi
Mi presento: sono un pensionato di 73 anni. Sono sposato e ho due figlie e due nipoti. Abito a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, a qualche chilometro da Barbiana, la parrocchia di don Milani. Laureato in scienze politiche, ho svolto l’attività lavorativa sempre presso il mio comune: bibliotecario, funzionario, dirigente, direttore generale. Una volta a riposo, mi sono dedicato agli argomenti e alle passioni che hanno accompagnato la mia vita. Oggi seguo i miei vivaci nipoti, svolgo con l’Università dell’età libera del Mugello cicli di cineforum e studio l’economia non capitalista, con interventi anche nella scuola superiore.
L’intervista
L’intervista ha un "programma" decisamente ricco e stimolante. Ecco alcune delle domande che vi vengono poste:
- Qual è stata la tua formazione religiosa e se e come hai frequentato e frequenti la chiesa?
- Come sei arrivato ad occuparti di post-teismo?
- Cosa vuol dire, per te, essere post-teista cristiano?
- La tua lettura demitizzante riguarda anche i testi dei vangeli?
- Hai modo di parlare in pubblico del tuo post-teismo? Quali reazioni raccogli?
- L’approccio post-teista ti consente di tenere un dialogo con persone non credenti?
- Il pensiero post-teista è per tutti, per pochi, in particolare per chi?
- La comunità parrocchiale che frequenti potrà mai diventare post-teista?
- La credenza post-teista ti aiuta ad avere fede?
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