Martedì, 04 Giugno 2024 01:05

Note sul Salone del Libro

Scritto da 

Anche quest'anno, dal 9 al 13 maggio si è tenuto il Salone del libro di Torino. Infaticabilmente, il nostro Pino Picone vi si è recato e come d'uopo ci ha condiviso alcune sue note (con dovizia di istantanee).

 Alcune note sulla XXXVI edizione / 2024 del Salone del Libro di Torino

 

Con il mio rituale ritardo, pubblico alcune note personali sui quattro giorni passati fra gli stand e le sale della XXXVI edizione del Salone del Libro di Torino (9-13 maggio 2024).

Parto dai dati forniti dai dirigenti del Salone: 137 mila mq espositivi, oltre 800 stand, 51 sale e 180 laboratori, oltre 2.000 eventi al Lingotto e 650 sul territorio con il Salone Off, 222.000 visitatori tra i padiglioni 1, 2, 3, il nuovo padiglione 4 che ha riscosso grande successo, l’Oval, il Centro Congressi e la Pista 500, progetto artistico sviluppato dalla Pinacoteca Agnelli.

Dati impressionanti che confermano la crescita del Salone già iniziata da qualche anno sia negli spazi che nelle presenze. Crescita che può disturbare un visitatore quale chi scrive concentrato più sulla qualità dei libri esposti negli stand e nella scelta degli eventi spesso risultato di un mix di buona cultura e star televisive. Nonostante tutto il vostro agente speciale vagante per il Salone ha potuto fare buona incetta di libri introvabili: a partire dallo spazio del Libraccio in perenne stato d'assedio per finire in minuscoli stand di case editrici sconosciute ai più. Come ha potuto assistere a dispetto di file spesso interminabili (con posto talvolta conquistato all'ultimo tuffo!) a incontri che hanno lasciato il segno oltre ad arricchire (pardon: appesantire) una valigia già piena di libri dopo le visite agli stand. Su alcuni di questi incontri mi voglio soffermare.

Inizio con l'OMAGGIO A DOROTHY DAY (1897-1980), autrice di Ho incontrato Dio attraverso i suoi poveri (Libreria Editrice Vaticana) con Mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti. Purtroppo senza la presenza di Goffredo Fofi da sempre estimatore di questa attivista politica e sindacale, giornalista, pacifista e scrittrice, amica di Madre Teresa e Thomas Merton, chiamata dagli stessi organizzatori dell'evento “santa” scomoda. Sempre in difesa degli ultimi, vicina ai comunisti, con i quali aveva solidarizzato prima di diventare cattolica. Papa Francesco l’ha definita “una grande americana”. Per Dorothy la religione non è consolazione. L'essersi convertita dal sindacalismo anarchico al cattolicesimo non l'ha resa più arrendevole di fronte alle grandi ingiustizie della società (FOTO 1).

Grandi personaggi seppur nati dalla fantasia di grandi scrittori è stato possibile incontrarli con la mediazione di un cardinale (siamo quindi aumentati di grado) e di uno psicoanalista: LUIGI ZOJA E MATTEO MARIA ZUPPI. I personaggi: Raskolnikov e l’Innominato. Argomento: cosa significa vivere? Personaggi che richiamano i temi scottanti della vita: del male, della redenzione, della violenza e della misericordia, il delirio dell'onnipotenza che obnubila la mente e porta a gesti estremi, il ritorno della ragione che in qualche modo ricompone i cocci coniugando così coscienza morale e coscienza analitica (FOTO 2).

Un discorso del tutto speciale merita l'incontro con MASSIMO CACCIARI e la sua Metafisica concreta (Adelphi) Una lectio magistralis dove il tecnicismo martellante del linguaggio filosofico non inficia assolutamente la chiarezza e la semplicità del messaggio. In dialogo ideale con il pensiero concretissimo di Emanuele Severino. Si parte sempre dal τί ἐστί. Dall'essente che è ma è anche molti. Dall'essente che è anche relazione > πρός τί. La filosofia quindi che entra nella polis. E da qui partono le divaricazioni... C'è Parmenide e ci sono gli altri (nomi di tutto rispetto: Socrate, Platone, Aristotele). E anche le strade di Cacciari e Severino si dividono… (FOTO 3).

Con ANTONIO SPADARO E GIOVANNI LINDO FERRETTI (da remoto) si ritorna alla letteratura e precisamente con La strada di Cormac McCarthy. Lungi dall'essere un romanzo distopico, in quella storia ci siamo anche noi. Perché l’apocalisse non è questione di fine del mondo, ma del nostro presente.  Ritorna quindi prepotentemente il problema del male: questa volta lenito dal calore umano proprio in un ambiente (non solo geografico) freddo, secondo le parole dell'ex direttore de «La Civiltà cattolica», estimatore e profondo conoscitore della letteratura nordamericana contemporanea (FOTO 4).

L'attualità politica è stata ben rappresentata da LUCIANO CANFORA, autore di Il fascismo non è mai morto (Dedalo) e di Dizionario politico minimo (Fazi), sollecitato dalle domande di Antonio Di Siena (curatore del Dizionario) e Francesco Rigatelli. Soprattutto nel primo libro, il grande antichista, filologo e storico ci consegna un pamphlet necessario per tutti quelli che sono impegnati a convincere soprattutto sé stessi che il fascismo “è finito nell’aprile 1945”: il fascismo non è morto con la fine della seconda guerra mondiale, ma è rinato con i partiti (in Italia con il MSI e i suoi discendenti ad es.), a livello internazionale sub specie atlantismo, etc etc. Su ogni problema e su ogni personaggio, Canfora ha la risposta esaustiva quanto storicamente circonstanziata: da Pisistrato a Xi Jinping (FOTO 5).

Ancora ANTONIO SPADARO, che non dimentica di essere un uomo di religione e dialogando con il regista cinematografico Mario Martone presenta il suo ultimo libro Gesù in cinque sensi (Marsilio). Antonio Spadaro propone una lettura del Vangelo come avventura dei sensi: non a caso fra i quattro vangeli il padre gesuita ama quello di Marco e ci tiene a sottolineare la sua distanza da quello di Giovanni (troppo ieratico e teocratico). Infatti il Gesù che viene fuori dal libro è un Gesù di carne, quasi cinematograficamente pasoliniano (e qui la sponda con Mario Martone è risultata perfetta). In controtendenza con la lettura pedissequamente cattolica che ha quasi sempre avuto problemi con la carnalità in primis quella di Cristo (FOTO 6).

Il mio personale addio (o arrivederci) al Salone 2024 lo ho consumato ascoltando STEFANO MANCUSO, autore di Il favoloso mondo delle piante (Aboca). Un libro per ragazzi. “Le piante sono il polmone della Terra e anche se non parlano raccontano storie incredibili: ci sono alberi più vecchi delle piramidi, mondi sotterranei da esplorare, fiori che si travestono da vespe. Stefano Mancuso ha raccolto e raccontato queste storie come nessun altro, aiutando sia i bambini che gli adulti a immergersi nel verde.” Ed è proprio immersi nel verde in uno spazio quale quello del Bosco degli Scrittori, uno spazio che ha dell'incredibile: un bosco ricostruito nell'ipertecnologico spazio OVAL. Solo la sua visita merita il venire a Torino e al Salone (FOTO 7).

Ma il Salone non vive solo dentro il Lingotto. C' è anche il Salone Off, la festa del libro inclusiva e diffusa a Torino, in Città Metropolitana e in Regione, che quest’anno ha compiuto vent’anni anni.

Personalmente ho seguito l'evento promosso dalla Libreria Bodoni con la presentazione del secondo romanzo di Alessandro Ceccherini Che venga la notte edito da Nottetempo. Dopo il lusinghiero successo de Il mostro (edito sempre da Nottetempo nel 2022) Ceccherini affronta un altro personaggio dalle tinte fosche: alla spaventosa e foriera di paura (mai sopita) fauna che popolava le notti della campagna toscana fra gli anni Settanta e Ottanta (le notti del mostro di Firenze) qui, in un paesaggio urbano banale quanto il male perpetrato da Donato Bilancia (un atipico serial killer brutale assassino di 17 tra uomini e donne) l’analisi del nostro scrittore (molto più di una promessa) affonda il bisturi nella notte profonda della psiche di un singolo personaggio. Se nel Mostro si “celebrava” la notte di una società dai tratti ancestrali ma anche di una Repubblica (la nostra), qui si rende conto di un abitante adoratore della notte e che non riesce mai a fare luce su sé stesso e su quello che lo circonda. Il tutto reso non con stilemi sociologici né tantomeno giornalistici, ma attraverso un reale letterario di uno scrittore di razza (FOTO 8).

 

Giuseppe Picone / San Gimignano, due settimane dopo

 

1. Presentazione dell'autobiografia di Dorothy Day

 

2. Luigi Zoja e Matteo Zuppi

 

3. Cacciari al firmacopie

 

4. Antonio Spadaro

 

5. Luciano Canfora

 

6. Antonio Spadaro con Mario Martone

 

7. Stefano Mancuso nel bosco degli scrittori

 

8. Alessandro Ceccherini ascolta la domanda del presentatore Alessandro Refrigeri

 

 

 

Letto 240 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)
Altro in questa categoria: « Ricordare Giovanna Marini
Devi effettuare il login per inviare commenti